SANDS-ZINE
Rumore Austero
Animatori della scena romana e organizzatori della notevole rassega Scatole Sonore, alla quale dedicammo un bel po’ di spazio, Giordano Giorgi e Marco Carcasi tornano in pista più agguerriti che mai. Conoscevo Carcasi come musicista, specialmente attraverso l’esperienza Kar, mentre di Giorgi avevo ben presente soprattutto l’immagine di organizzatore – coreografo. Fa piacere ritrovarli affiancati in questo notevole disco di misticanza fra arte e scienza. Se ho ben capito cosa si intende con musica concreta, esattamente il contrario di musica astratta, è di questo che si tratta in “Rumore austero”. Qualche strumento e oggetti suonati, voci, effetti, suoni di scarto e di prima scelta. L’assemblaggio, il montaggio e l’accostamento hanno sempre il pregio del buon gusto e di una scelta perfetta nella dosatura fra i vari ingredienti. Sale quanto basta. Soprattutto, a quanto sembra, la comprensione fra i due, già perfezionata in anni di attività comuni, ha raggiunto un livello di ragguardevole maturità. In “Rumore austero”, si può dire, Carcasi e Giorgi hanno utilizzato il rumore per raggiungere un risultato alquanto gravido di senso armonico – melodico cosi come, di contrappunto, hanno utilizzato metodologie e tecniche mutuate dalla cosiddetta avanguardia per confezionare un disco squisitamente popolare. I sintetici capitoli che lo compongono hanno l’aspetto, più che quello di soundscapes o di soundtrack, di piccoli racconti informali.
(Mario Biserni)
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